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L’attuale città di Nocera Inferiore era parte della conurbazione,
formatasi tra medioevo ed età moderna, di Nocera de’ Pagani, che aveva
raccolto l’eredità della italica e romana Nuceria Alfaterna.
La città, sviluppatasi soprattutto nel nostro secolo, comprendeva in
origine vari casali, tra cui i più popolosi e importanti erano il Borgo,
posto alle pendici della collina del Parco, San Matteo, lungo la
direttrice viaria antica Nocera-Pompei (l’attuale corso Vittorio
Emanuele, principale strada cittadina nell’Ottocento, dove sono stati
rinvenuti resti della via e di un tempio di età romana) e il Vescovado,
sede della cattedra vescovile, ai piedi del Monte Albino.
Cominciamo la visita
dalla stazione ferroviaria, sorta nei pressi del quartiere di San Matteo,
in piazza Trieste e Trento, alle
spalle della quale si sviluppa il significativo insediamento
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degli opifici ottocenteschi
(oggi MCM), posti lungo via Napoli (si vede ancora un “villino
svizzero”, sede degli alti dirigenti della fabbrica). Per
l’ottocentesca via Nicotera raggiungiamo corso Vittorio Emanuele, nel
cuore del popoloso quartiere di Capocasale. Prendendo a destra raggiungiamo la sede
ottocentesca dell’ospedale
e il settecentesco Convento
di Santa Chiara, sulla strada che conduce a Pagani e,
congiungendoci all’attuale SS 18 arriviamo, presso il nosocomio di villa
Chiarugi, alla Chiesa di Sant’Angelo,
esempio d’insediamento rupestre di età medievale. Dalla chiesa, per via
Sant’Angelo si ritorna al Corso e, poco più avanti, in una traversa,
via Giovanni XXIII, si trova la seicentesca
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Chiesa
di San Matteo. Proseguendo lungo il corso si giunge presso il Municipio dopo aver attraversato il moderno corso Garibaldi, che
conduce al casello autostradale della A3 e a piazza Guerritore, dominata
da Villa
Guerritore Broya, edificio novecentesco neomedievale. Dal
Municipio si raggiunge il vicino Liceo Vico,
che domina una piazza con edifici di età moderna e, alle spalle,
un’interessante villa liberty in stile eclettico attraverso le moderne
vie Matteotti e Fucilari (da vedere la recente Galleria
Maiorino, significativa realizzazione dell’architetto Pagliara),
si ritrova la SS 18, da cui si può raggiungere il Santuario di Montealbino, meta di
pellegrinaggio dei nocerini, posta sul versante della montagna, e il quartiere
Vescovado, dove troviamo la Cattedrale
(con annessa Confraternita del Rosario) dominata dal campanile
settecentesco, notevoli palazzi nobiliari e la sede settecentesca del
Seminario. Ritornati sulla SS 18, l’attraversiamo per giungere,
attraverso quartieri moderni (tra cui l’antico insediamento di Casolla,
con la Chiesa
di Santa Maria a Monte), a piazza De Santis che introduce al casale
di Piedimonte, dove, sulla via che conduce a Castel San Giorgio,
troviamo la settecentesca Chiesa
di San Bartolomeo, già sede di un convento degli olivetani, che
ospita notevoli opere d’arte, e, più avanti, l’ottocentesca sede del Manicomio, sede oggi della Procura della Repubblica. Dalla strada
si imbocca la traversa che conduce al notevole Castello medievale, trasformato
nell’Ottocento in residenza con annesso parco, complesso utilizzato oggi
per manifestazioni culturali. Ritornati a piazza De Santis, percorriamo la
via dritta che conduce al quartiere del Borgo, dove in piazza Zanardelli, lo slargo cittadino
principale, troviamo la Chiesa del
Corpo di Cristo e il tratto di strada che ci porta al Convento
di Sant’Antonio, importante complesso medievale-rinascimentale
con la chiesa omonima e il chiostro, che ospita tra l’altro, il Museo
Provinciale dell’Agro Nocerino (con reperti dalla preistoria all’età
romana provenienti dalla Piana) e la Pinacoteca di Sant’Antonio,
con notevoli dipinti rinascimentali. Dallo slargo davanti al convento si
diparte via Sant’Andrea, che conduce al panoramico e suggestivo convento
dei Cappuccini con la Chiesa
di Sant’Andrea, posto ai piedi del castello.
Da piazza Zanardelli ci inoltriamo per via Solimena, asse principale del
Borgo, dominato nel primo tratto dalla settecentesca Caserma
Tofano, sede dell’antico palazzo dei Carafa, feudatari della
città, di cui si conserva, sull’altro lato della via, il giardino, oggi parco pubblico,
che giunge fino alla sommità della collina, dove dimora il castello. Più
avanti, tra palazzi e cortili sei-ottocenteschi, troviamo il complesso
verginiano di San Giovanni in Parco, con la chiesa
(di cui si conserva solo la parte absidale) e, al di sopra, l’ampio
edificio del convento. Giunti a Largo San Biagio, prendendo via
Sant’Anna, che conduce a Sarno, giungiamo ad un altro complesso
conventuale, anch’esso posto alle sul versante della collina del Parco a
dominare la piana sottostante, il Convento
di Sant’Anna, con notevoli opere di età medievale e moderna.
Proseguendo lungo la via si giunge allo slargo di San Mauro (dove nasceva
una sorgente del Sarno e si vede un notevole portale
in tufo seicentesco), che conduce al casale di Cicalesi, con la
chiesa di San Giovanni Battista, e, lungo l’antica via per Sarno che
costeggia la collina e giunge a Lavorate, a Fiano, dove troviamo la
masseria e chiesa di Sant’Anna e, alle pendici della collina, le antiche
cave del tufo nocerino, con i tagli artificiali nella roccia
e,
più sopra, l’antico varco della via romana Popilia, che conduceva da
Nola a Nuceria Alfaterna, con i resti di un monumento funerario romano.
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